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"LA FANTASTICA SIGNORA MAISEL" (2017) - Recensione

Aggiornamento: 26 apr 2022

La fantastica Signora Maisel: una serie davvero imperdibile


"Tutti i comici sono comici perché qualcosa nella loro vita è andata orribilmente male.

Qualcosa è andata a puttane"

- Miriam Maisel -


Arrivata alla sua quarta – e penultima – stagione, La fantastica signora Maisel si riconferma la punta di diamante della piattaforma di Amazon Prime.


Ambientata nell’America degli anni ’50 e ’60, la serie segue le vicende di Miriam Maisel, detta “Midge”, una casalinga maniaca della perfezione, che adora cucinare ed essere una moglie devota. Quando il marito decide di lasciarla per la segretaria, Midge cade nella disperazione e in modo del tutto inaspettato scopre la sua vera vocazione: fare la comica. Dopo aver conosciuto Susie, un’insolita e aspirante manager sempre alla ricerca di nuovi talenti, Miriam inizia la sua scalata verso il successo, facendosi strada nel mondo della stand – up comedy, con l’unico – grande – svantaggio di essere una donna.


Se questo breve preambolo non vi avesse ancora convinto, ecco altri motivi per iniziare immediatamente la visione.

“La fantastica signora Maisel” nasce dalla sfavillante penna di Amy Sherman – Palladino, la cui scrittura assicura dialoghi schizofrenici, battute esilaranti e personaggi indimenticabili. Se avete amato la serie con cui l’autrice si è fatta conoscere, Una mamma per amica”, amerete “La fantastica signora Maisel”. Se l’avete odiata, l’amerete lo stesso. Perché sì, le due serie hanno tanti punti in comune, ma dove “Una mamma per amica” fallisce, la nuova creazione della Sherman – Palladino vince. La scrittura è più matura e mirata, ogni battuta nasconde una profonda riflessione e i personaggi sono ben delineati e memorabili. Tra di loro spiccano quelli femminili, le vere perle dell’intera serie. Susie, la manager di Midge, Rose, la madre di Midge, e la stessa Midge, si fanno strada in un mondo costruito dagli uomini per gli uomini con l’unico scopo di trovare il loro vero scopo, abbattendo – in particolare Susie e Miriam – i ruoli di genere imposti dalla società.


Non mi importa essere sola. Semplicemente non voglio essere insignificante.

- Susie Myerson -


Anche i personaggi maschili hanno un ruolo e un percorso importante. Sbagliano, cambiano strada, talvolta prendendo quella meno convenzionale, e sostengono le donne.

A sostenere Amy Sherman – Palladino ci sono altre figure che hanno collaborato con lei anche in “Una mamma per amica” e che sono allo stesso modo un sinonimo di qualità. La sceneggiatrice e produttrice Sheila Lawrence, la regista Jamie Babbit (United States of Tara, Malcom, Alias, Ugly Betty e Girls), Scott Ellis(Desperate Housewife, Weeds, The Good Wife, Nurse Jackie, Modern Family, 2 Broke Girls) per concludere con Daniel Palladino, il marito di Amy Sherman, che collabora con lei sin dai tempi della sitcom Pappa e ciccia.

A dar vita ai tanto amati personaggi, ci sono interpreti del calibro di Tony Shalhoub (Men in Black, Men in Black II, Detective Monk) nei panni di Abe Weissman, il padre di Midge, decisamente uno dei personaggi più amati. Alex Borstein (Le ragazze dei Coyote Ugly, Catwoman, Ted, Shameless) che grazie alla fenomenale interpretazione di Susie Myerson – un personaggio cinico e fuori dal comune – si è aggiudicata due Emmy Awards e un Golden Globe. Mentre Rachel Brosnahan (House of Cards, The Blacklist, Manhattan) nella migliore delle sue performance veste alla perfezione i panni di Midge, rendendo propria ogni battuta e regalando al personaggio una gestualità e un modo di porsi indimenticabili.


Tutti gli attori sono calati perfettamente nei loro ruoli e nell’ambientazione della serie. Scenografie e costumisono uno degli elementi più riusciti e ricercati, i colori sgargianti saltano all’occhio e rappresentano appieno lo spirito della storia.

Dopo aver visto un singolo episodio, ed essere stati immersi nelle atmosfere dell’America degli anni ’50 e ’60, a chiunque verrà voglia di essere teletrasportati indietro nel tempo.

“La fantastica signora Maisel” è una storia di rivalsa, che raramente cade nel banale.

È realistica, per quanto bizzarra, perché non ha paura di raccontare le avversità che si possono trovare sulla strada verso la realizzazione dei propri sogni.

Carlotta Pinto



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