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31^ FESCAAAL - Day #01 - "TWIST À BAMAKO" - Sogni e amori del Mali negli anni '60 a colpi di twist

Aggiornamento: 2 mag 2022


"Twist à Bamako", il nuovo film di Robert Guédiguian, ha avuto l’onore di inaugurare il 31° Festival del Cinema Africano, d'Asia e America Latina - FESCAAAL.

Il regista marsigliese, apprezzatissimo nel panorama cinematografico, continua la sua rappresentazione della lotta di classe attraverso il filtro dell’intimo, espatriando per la prima volta dalla sua Marsiglia e dalla sua Francia, per approdare in Africa, dove trova un cast frizzante ed eccezionale e le atmosfere perfette per raccontare una storia d’amore universale.


“Twist à Bamako” è la storia del Mali negli anni ’60, che assapora l’indipendenza dalla Francia e si innamora del Socialismo a colpi di twist.

Samba, giovane ventenne interpretato da Stephane Bak, sposa la causa e crede in un futuro migliore per tutti, mentre Lara, una bravissima Alice Da Luz, fugge da un matrimonio combinato e dai continui stupri coniugali. I due si incontreranno e si innamoreranno follemente.

Ma sullo sfondo agiscono forze più grandi dei loro sogni: una parte del nuovo governo crede che i giovani debbano essere rieducati e ricondotti sulla strada delle proprie tradizioni; i mercanti iniziano a manifestare contro le nuove politiche economiche, per la paura di perdere tutte le ricchezze; nelle città si respira voglia di sognare, di emanciparsi, ballando il twist, consumando alcolici e vestendo all’occidentale.


Robert Guédiguian non vuole sostituirsi allo sguardo africano, racconta solo una universale storia d’amore che sfida le tradizioni e le ideologie più intransigenti.

Il regista francese però si concede un piccolo affondo verso la Francia e tutte quelle nazioni colonizzatrici che hanno lasciato rovine dietro le loro spalle.


“Twist à Bamako” è un inno all’ingenuità della giovinezza, alla voglia di vivere, di gioire e di godere. È un film energico, frizzante, ricco di sogni e di speranze.

Mai come ora è così attuale: la cultura è l’unico mezzo per porre nuove fondamenta alla nostra società ormai in mano alla demagogia, al capitalismo, alla guerra e ai social network.

Forse aveva ragione Samba, che in una scena di “Twist à Bamako” parafrasa Lenin sostenendo che “il socialismo sono i sovietici, l'elettricità e il twist”.

Forse bisogna lasciarsi andare e riappropriarsi della nostra umanità, ballando a colpi di twist!


Viva il cinema!


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